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Maturità alle porte, ma gli insegnanti fermano gli scrutini: il motivo della mobilitazione

13/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
A pochi giorni dall’inizio degli esami di Stato, alcuni istituti tecnici torinesi hanno aderito a una forma di protesta contro il progetto di riordino dell’istruzione tecnica promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nei giorni scorsi sono stati infatti registrati blocchi degli scrutini presso l’istituto superiore Boselli e l’istituto tecnico Avogadro. [articlepreview id="648668" link="https://www.torinocronaca.it/news/cronaca/648668/personale-ata-pubblicati-i-trasferimenti-per-il-2026-2027-restano-quasi-35mila-posti-scoperti.html"] Al Boselli, nella sede centrale, sono stati rinviati 15 dei 16 scrutini programmati tra l’11 e il 12 giugno. All’Avogadro sono stati invece sospesi due consigli di classe. Si tratta della prima mobilitazione di questo tipo dal 2015, quando una protesta analoga era stata organizzata contro la riforma della cosiddetta “Buona Scuola”. L’iniziativa è stata promossa nell’ambito degli scioperi proclamati da alcune organizzazioni sindacali. Il blocco degli scrutini riguarda esclusivamente le classi non terminali, poiché la normativa non consente di sospendere gli scrutini delle classi quinte, indispensabili per l’ammissione agli esami di maturità, il cui avvio è previsto con la prima prova scritta del 18 giugno. [articlepreview id="636981" link="https://www.torinocronaca.it/news/torino/636981/sanita-piemonte-allarme-uil-fpl-mancano-6-7-mila-infermieri-il-pnrr-rischia-di-restare-incompiuto.html"] Al centro della contestazione vi è la riforma che introduce il riordino degli istituti tecnici e la nuova filiera tecnologico-professionale “4+2”, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il collegamento tra formazione scolastica e mondo del lavoro. Secondo i docenti che si oppongono al provvedimento, il nuovo modello comporterebbe una riduzione delle ore di insegnamento in alcune discipline, modifiche all’organizzazione dei percorsi di studio e un maggiore orientamento verso la formazione professionale. Tra le principali criticità evidenziate dagli insegnanti vi sarebbero la diminuzione del tempo scuola, la riorganizzazione delle materie umanistiche e scientifiche e l’anticipazione delle esperienze di alternanza scuola-lavoro. Alcuni docenti ritengono inoltre che la riforma possa avere conseguenze sull’organizzazione delle cattedre e sull’offerta formativa complessiva degli istituti tecnici. [articlepreview id="645826" link="https://www.torinocronaca.it/news/ultime-notizie/645826/scioperi-della-settimana-dal-7-al-14-giugno-treni-aerei-e-trasporti-a-rischio-in-tutta-italia.html"] Dal canto suo, il ministro Giuseppe Valditara ha più volte ribadito che il riordino entrerà in vigore a partire dal prossimo anno scolastico. Secondo il Ministero, la riforma rappresenta uno strumento per ridurre il divario tra competenze richieste dalle imprese e formazione degli studenti, favorendo l’ingresso nel mercato del lavoro. La mobilitazione è partita proprio da Torino, dove nei mesi scorsi è stata costituita la Rete degli istituti tecnici in mobilitazione, successivamente estesa a livello nazionale. Dopo presidi e scioperi organizzati nelle scorse settimane, il blocco degli scrutini rappresenta l’ultima iniziativa di protesta adottata da una parte del personale docente. Azioni analoghe sono state segnalate anche in altri istituti italiani, tra cui alcune scuole di Bologna. [articlepreview id="647157" link="https://www.torinocronaca.it/news/torino/647157/no-al-dimensionamento-fino-al-2030-approvato-il-salva-scuole-ma-c-e-chi-sbuffa.html"]
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