SBLOB
www.italypost.it

Meloni-Trump, divorzio all’italiana. Il tycoon attacca ancora: «Cerca solo popolarità». La premier: «Concentrati sulla tua»

21/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
«Tra i potenti non esistono amicizie, ma solo rapporti di forza», scriveva De Gaulle. A giudicare dagli ultimi scambi tra Donald Trump e Giorgia Meloni, la massima regge bene anche nell’era dei social. Dopo gli attacchi reciproci di venerdì, il presidente americano è tornato alla carica su Truth Social, trasformando una foto al G7 di Evian nell’ennesimo casus belli. Già venerdì, la premier aveva provato a chiudere la questione con una frase a effetto: «Io e l’Italia non imploriamo mai», rispondendo alle accuse del tycoon secondo cui per ottenere quella fotografia avrebbe dovuto insistere più del dovuto. Ma Trump non è tipo da mollare l’osso. E nell’ultimo post ha ribadito – refuso incluso – che «il Primo ministro italiano Gigiorgia Meloni» gli avrebbe chiesto «più e più volte» una foto. Il movente, nella sua versione, sarebbe tutto politico: la premier «sta andando male in Italia con il suo livello di popolarità» e ora vorrebbe «tornare a essere amica» per far «salire i suoi numeri». La foto, insomma, sarebbe solo il simbolo di un presunto tentativo di riavvicinamento. Alla faccia della “special relationship”. Sullo sfondo, però, resta la ferita di Sigonella. A fine marzo, nel momento più teso della crisi tra Usa, Israele e Iran, due caccia armati americani decollati dalla Scozia avevano chiesto di atterrare nella base siciliana. Gli accordi – in larga parte secretati – che disciplinano l’uso delle installazioni militari statunitensi in Italia non coprivano quel tipo di operazione e il via libera non era mai arrivato. Oggi quella decisione viene esibita da Palazzo Chigi come prova di autonomia – Roma è un alleato, sì, ma non subordinato –, mentre Trump la impugna come l’ennesima prova del tradimento europeo. E lo rinfaccia apertamente: ci avete detto di no, nonostante gli Usa spendano «centinaia di miliardi di dollari all’anno» per proteggere l’Italia e gli altri «cosiddetti alleati» Nato. Chiusura, manco a dirlo, con i tipici tre punti esclamativi: «No grazie!!!». Da Palazzo Chigi la replica è arrivata fredda, in inglese e con un obiettivo chiaro: spostare il confronto dall’ego del presidente americano al terreno dell’interesse nazionale. «Presidente Trump, questi attacchi costanti e immotivati sono privi di senso», ha esordito Meloni. Ma la stoccata più affilata riguarda proprio i sondaggi: «Per quanto concerne la mia popolarità, essere tua amica di certo non ha aiutato», ha aggiunto la premier, rivendicando che il consenso «dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale dell’Italia» e da nient’altro. Poi, la linea rossa e la conclusione: «L’Italia resta una nazione sovrana. In ogni caso, la mia popolarità non ti riguarda. E ti suggerisco di concentrarti sulla tua. Non tornerò sull'argomento, perché credo ancora nell'unità dell'Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all'altezza del nostro compito». Trump non è nuovo a uscite brutali, né alla tentazione di umiliare pubblicamente i partner, ma il quadro va oltre il carattere e si inserisce in una stagione ben più ampia di parole incendiarie rivolte “dall’altra parte dello stagno”, tra attacchi a Nato e Ue, a Starmer e Merz. Per la premier italiana, invece, il bilancio è doppio: in patria lo scontro rafforza il profilo della leader che non piega la testa nemmeno davanti all’ex idolo della destra sovranista; all’estero rende più complicato il ruolo che Meloni aveva provato a ritagliarsi, quello di ponte tra trumpismo ed Europa. Il presidente Usa: «Vuole ricucire perché va male nei sondaggi» La premier: «Non ho mai tratto vantaggio dall’essere tua amica» E prova a chiudere: «Non tornerò più sull’argomento»
Leggi l'articolo su www.italypost.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home