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Teatro Stabile, un Elisir per la nuova stagione
"Elisir" titola la nuova stagione del Teatro Stabile di Torino, cui si accompagna l'immagine guida di due anziane signore in tuta rosa da pipistrello mentre mangiano un gelato. "Volevamo dare un'idea di discontinuità rispetto al passato - dice il presidente del Tst Alessandro Bianchi - , volevamo una linea più pop, più contemporanea". E con questa immagine ci sono perfettamente riusciti. Del resto, più contemporanea di così la nuova stagione del teatro diretto da Filippo Fonsatti non poteva essere: due terzi dei titoli in programma sono, infatti, di autori viventi. E, naturalmente, in linea con i tempi, con un occhio di riguardo alle donne. Confortato dai dati della stagione trascorsa - "una stagione da record - è ancora Bianchi -, abbiamo venduto 170 mila biglietti, numero mai raggiunto prima" - , il cartellone 2026-2027 si inaugurerà il 5 ottobre prossimo al Teatro Carignano con "Una delle ultime sere di Carnovale" di Carlo Goldoni, una nuova produzione dello Stabile per la regia del direttore artistico Valerio Binasco. Primo di 94 titoli in programma in sede (oltre al Carignano, al Gobetti e alle Fonderie Limone) e in tournée, lo spettacolo è parte di quel progetto produttivo, firmato dal nucleo artistico dello Stabile - nucleo che quest’anno si amplia con la nomina a vicedirettore artistico di Leonardo Lidi - e che rappresenta il fulcro di una stagione composta da 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli del Torinodanza Festival. Le altre nuove produzioni del Tst sono "L'inserzione" di Natalia Ginzburg e "Il taccuino di Trigorin" di Tennessee Williams, entrambi a firma Leonardo Lidi; "L'evento" di Annie Ernaux per la regia dell'artista associata dello Stabile Kriszta Székely - spettacolo che sarà allestito non a teatro ma in un appartamento -; "Todo" di Spregelburd firmato da Jurij Ferrini; il "Corano" di Gabriele Vacis, ultimo della sua trilogia sulle sacre scritture; "Pippi Calzelunghe" della regista Micol Jalla e "Lu Santo Jullare Francesco" di Dario Fo interpretato da Matthias Martelli sotto la direzione di Arturo Brachetti. E a proposito di internazionalizzazione, su cui punta molto lo Stabile torinese, Martelli porterà questo spettacolo, insieme con "Mistero buffo", in giro per il mondo. In tournée andrà anche Silvia Gribaudi, artista associata del Tst, con "Amazzoni". Affidata, invece, alla cura del direttore artistico junior Diego Pleuteri la seconda edizione di "Energie nove", dedicata a compagnie emergenti. Tra le riproposte "Se questo è un uomo", nel quarantesimo della morte Primo Levi, per la regia di Valter Malosti, e "Fred!" ancora con Matthias Martelli. Non mancheranno i classici come "Otello" e "Amleto" di Shakespeare, o l' "Orlando furioso" dell'Ariosto per la regia di Davide Livermore. Tra i protagonisti della stagione Lunetta Savino con un testo di Brecht, Alessandro Haber in "Le ultime lune" di Furio Bordon, Gabriele Lavia con "Dopo la prova" di Bergman. E ancora Edoardo Pesce, Silvia D'Amico, Stefania Rocca, Michele Di Mauro. In cartellone compare anche il nome di Pierfrancesco Favino, ma come regista. Sua la firma su "People, Planes & Things" di Duncan Macmillan.
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