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Irregolarità nella pubblicazione delle sedi dei dirigenti scolastici, sindacato chiede al ministero ispezione urgente sull'Usr dell'Umbria

21/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕
Serve chiarezza nella gestione delle sedi dei dirigenti scolastici in Umbria. La richiesta arriva da DirigentiScuola che sollecita un’ispezione ministeriale “straordinaria e urgente” sull’intera procedura di mobilità dei dirigenti scolastici in Umbria per l’anno scolastico 2026/2027. La richiesta, avanzata dalla sigla sindacale al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha l’intento di fare luce sulla gestione delle sedi disponibili, sulle sedi affidate con incarico nominale e sulle successive reggenze. Il sindacato chiede al ministero di verificare se le procedure adottate dall’Ufficio scolastico regionale siano state conformi alle disposizioni contrattuali e alle indicazioni ministeriali. [articlepreview id="460921" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/attualita/460921/umbria-un-podio-da-100-e-lode-eccellenza-all-esame-di-maturita.html"] Nel leggere il documento ufficiale inviato al ministro si evince che il nodo principale riguarda cinque istituzioni scolastiche. Nella nota, infatti, dell’Usr Umbria del 25 giugno, relativa alle sedi disponibili per la mobilità, secondo DirigentiScuola non sarebbero state indicate alcune sedi nominali che, sulla base della normativa, avrebbero dovuto essere considerate disponibili: I.C. Perugia 8 – Ferro di Cavallo, Liceo A. Pieralli, I.C. Assisi 1 e I.C. Terni Giovanni XXIII. A queste si è aggiunto successivamente l’I.C. Perugia 9 – San Martino in Campo, divenuto disponibile con il decreto dell’Usr Umbria del 16 luglio. A spiegare i rilievi è Simonetta Zuccaccia, presidente per l’Umbria di DirigentiScuola, che individua nella mancata pubblicazione delle cosiddette sedi nominali il nodo principale della vicenda. “Le sedi nominali – spiega la presidente – sono quelle nelle quali il dirigente non è presente perché è impegnato in altre situazioni, ma rimane comunque il titolare della sede. Il dirigente ha diritto al mantenimento della sede per cinque anni e, durante questo periodo, quella sede rimane disponibile come sede nominale”. Secondo la presidente umbra, il problema nasce dal fatto che le sedi non sarebbero state considerate nella procedura di mobilità, mentre successivamente sono comparse nell’elenco delle sedi disponibili per le reggenze. “L’obbligo dell’Ufficio scolastico – sottolinea – è la pubblicazione delle sedi nominali come sedi disponibili. E questo non è avvenuto: non sono state messe a disposizione nella fase della mobilità dei dirigenti”. Per DirigentiScuola è proprio questa apparente differenza di trattamento a richiedere un accertamento. “Non si comprende – si legge nella lettera al ministero – per quale ragione sedi che, secondo la stessa amministrazione, risultavano prive di un titolare effettivamente in servizio e che sono state successivamente considerate disponibili per la reggenza non siano state previamente ricomprese nella procedura di mobilità”. La presidente Zuccaccia sottolinea anche che non ci può essere nessuna discrezionalità da parte dell’Usr. “Le norme sono molto chiare nella messa a disposizione di queste sedi. “Non c’è discrezionalità nella pubblicazione”. “Il riferimento - aggiunge - è all’articolo 13 del contratto nazionale del lavoro della dirigenza scolastica del 2006: le sedi affidate per incarico nominale diventano disponibili per altro incarico”. [articlepreview id="462525" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/formazione/462525/scuola-calendario-scolastico-2026-2027-tutte-le-date-per-regione.html"] La stessa nota, secondo DirigentiScuola, stabilisce inoltre che “le sedi nominali devono essere disponibili all’inizio delle operazioni di mobilità”. Da qui la contestazione del riferimento a una presunta “prassi” regionale, richiamata dall’Usr. Per DirigentiScuola, una prassi amministrativa locale non può derogare a una disposizione contrattuale nazionale: “La disposizione contrattuale e le indicazioni ministeriali devono trovare applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale – si legge nella lettera -. Non può esistere una consuetudine amministrativa regionale idonea a derogare a una disposizione contrattuale vigente”. “E’ una prassi regionale illegittima. Se per prassi si fa una cosa diversa, finché non viene rilevata la si può considerare prassi, ma non diventa per questo legittima”. Nella richiesta di ispezione trova spazio anche il caso di uno specifico dirigente scolastico, in servizio all’I.C. Conegliano 3 Brustolon, che aveva ottenuto la mobilità interregionale per rientrare in Umbria. Nonostante la presenza delle sedi nominali nella provincia di Perugia, gli è stata assegnata la sede dell’I.C. Attigliano-Guardea, in provincia di Terni, a circa 100 chilometri dalla residenza. DirigentiScuola chiede quindi il riesame della sua posizione. DirigentiScuola precisa di non voler attribuire responsabilità prima degli accertamenti e chiede che sia il ministero, nell’esercizio della propria funzione di vigilanza, a ricostruire quanto accaduto. Tra le richieste figurano anche la verifica delle
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