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Brancaleone

30/06/2026 · Article 🕐 🆕
  Maxi sequestro a Brancaleone: la Polizia scopre una piantagione di papavero da oppio Nuovo colpo all’illecito mercato delle sostanze stupefacenti nella provincia di Reggio Calabria. Nel corso di una mirata operazione di controllo del territorio, la Polizia di Stato ha individuato e sequestrato una vasta coltivazione illegale nel comune di Brancaleone, all’interno della quale venivano coltivate centinaia di piante di papavero da oppio. L’intervento rientra in un più ampio piano di contrasto alla criminalità diffusa e alla produzione di droghe nell’area della Locride e del basso Ionio reggino. La scoperta è avvenuta in una zona rurale della cittadina di Brancaleone, nello specifico in località Capo Spartivento – Pantano. In quest’area i poliziotti hanno notato la presenza sospetta della vegetazione, dando il via agli accertamenti che hanno portato all’immediato blocco dell’attività illecita prima che il prodotto potesse essere raccolto e immesso sul mercato nero. L’intervento dei poliziotti di Roghudi-Condofuri L’operazione porta la firma degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Roghudi-Condofuri. I poliziotti, costantemente impegnati nel monitoraggio delle aree più isolate e impervie del territorio di competenza, stavano eseguendo una serie di servizi specifici per il controllo del territorio. Durante il pattugliamento della zona costiera e sub-costiera, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su un appezzamento di terreno apparentemente abbandonato ma che, in realtà, nascondeva una coltivazione sistematica e curata nei minimi dettagli. Il personale del Commissariato di Roghudi-Condofuri ha dimostrato ancora una volta una profonda conoscenza della geografia locale, elemento che si rivela fondamentale per scovare questo genere di attività illegali, spesso relegate in punti distanti dalle principali vie di comunicazione e nascoste dalla fitta vegetazione spontanea della macchia mediterranea. I dettagli del sequestro a Capo Spartivento Entrando nel dettaglio del ritrovamento, la piantagione abusiva si estendeva su una superficie totale di circa un migliaio di metri quadri. Su questo terreno i poliziotti hanno contato esattamente 500 piante di papaver somniferum, il nome scientifico del più noto papavero da oppio. Tutte le piante sequestrate si presentavano già in una fase di completa maturazione, il che significa che erano pronte per il processo di incisione delle capsule, la tecnica utilizzata per l’estrazione del lattice da cui si ricavano la morfina e l’eroina. La densità della coltivazione e lo stato di salute delle piante testimoniano l’esistenza di una vera e propria attività agricola criminale, organizzata per massimizzare la resa della materia prima. La posizione strategica della località Pantano, vicina al promontorio di Capo Spartivento, offriva ai coltivatori illeciti sia l’isolamento necessario sia condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo della specie vegetale. Il supporto fondamentale della Polizia Scientifica Data la particolarità del ritrovamento e la necessità di una corretta identificazione botanico-legale della specie vegetale, i poliziotti del Commissariato di Roghudi-Condofuri hanno richiesto il supporto degli specialisti. Sul posto è intervenuto il personale del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Reggio Calabria. Gli esperti della Scientifica hanno effettuato i rilievi tecnici sul sito, i campionamenti necessari e le analisi preliminari sul fusto e sulle capsule dei papaveri. Questa procedura è standard e indispensabile per certificare la natura della pianta e la presenza del principio attivo stupefacente, fornendo così all’Autorità Giudiziaria un quadro probatorio solido e inconfutabile. I rilievi fotografici e planimetrici serviranno inoltre a proseguire le indagini per risalire ai proprietari del fondo o a chi avesse la materiale disponibilità dell’area coltivata. I provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Subito dopo la messa in sicurezza dell’area e il completamento degli accertamenti tecnici da parte della Polizia Scientifica, i responsabili dell’operazione hanno provveduto a informare tempestivamente l’Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria. Valutata la gravità dei fatti e l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente potenziale, il magistrato di turno ha disposto l’immediato sequestro penale della piantagione. Al fine di evitare che le piante potessero essere sottratte o che parti di esse venissero recuperate illegalmente, l’Autorità Giudiziaria ha ordinato la contestuale estirpazione di tutti i 500 esemplari di papavero da oppio. Le operazioni di bonifica del terreno si sono concluse con il taglio, la rimozione e il successivo smaltimento in sicurezza delle piante, interrompendo definitivamente la filiera produttiva della droga. L’impatto del contrasto alle coltivazioni illegali ne
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