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Storico bar rischia di chiudere. I titolari del Baradero: "Se non troviamo, diciamo basta il 20 dicembre"
Ci sono altre due attività storiche in via Buonconte da Montefeltro che rischiano di chiudere se non trovano a chi passare il testimone. Siamo alla Catona, zona fuori le mura della città, ma non per questo meno vissuta. Ci sono case e condomini, e purtroppo, negli ultimi anni, molte delle attività commerciali lungo la strada principale hanno tirato giù la saracinesca. Per sempre. C'erano il fruttivendolo, il fornaio, il macellaio, chi vendeva il pesce e chi i generi alimentari. Piano piano hanno chiuso tutte e adesso rischiano di farlo altre due attività storiche: il bar Baradero e il tabacchino. In una mattina d'estate, alle porte di Ferragosto, entriamo al Baradero. Attività che ha molta clientela, fuori i parcheggi riservati sono già tutti pieni. Dentro è un ritrovo sia per chi abita nelle vicinanze e sia per chi arriva da fuori. Ci dicono che durante la Città del Natale, nonostante "fossimo lontani dai mercatini, qua viene un sacco di gente, perché parcheggia al Pietri o nei dintorni e la prima sosta, di solito, è da noi". Dentro ci sono clienti abituali e chi arriva per un caffè al volo. La famiglia Minelli, i figli Luca e Milo, insieme alla mamma Lorenza Alpini, accolgono tutti, da 21 anni, con un sorriso grande così. Luca ci dice: "Il bar sono due anni che è in vendita, ma per il momento non abbiamo trovato nessuno. Quest'anno è quello decisivo: se entro dicembre non riusciamo a venderlo, il 20 dello stesso mese chiudiamo. Mia mamma va in pensione e per noi diventa difficile gestire tutto. Il bar è un'attività bella, perché sei sempre a contatto con le persone, ma anche impegnativa. Sarà forse per questo che la gente si avvicina con un po' di diffidenza, perché gli orari e i giorni non sono quelli di un normale lavoro. Si lavora durante le festività, nei fine settimana". Un ritornello purtroppo sentito anche per altre attività come nel settore della ristorazione e in quello alberghiero. "Di sicuro dispiace chiudere un'attività che alla Catona c'è da 21 anni e che è il punto di riferimento per tante persone - dice mamma Lorenza - Ma io tra poco sono in pensione ed è arrivato il momento di passare la mano". Poi in confidenza ci dice che in questi due anni, per invogliare a prendere il bar, hanno anche ribassato il prezzo. "Ma per ora niente di concreto. Dopo la pausa di Ferragosto abbiamo qualche contatto, vediamo se riusciamo a concretizzare". Uscendo dal Baradero, a pochi passi, c'è la tabaccheria di Gabriele Valdarnini. Fuori un cartello: "cedesi attività". Entriamo. "Se non trovo da vendere chiudo - dice Gabriele - e se chiudo, voglio vedere le persone, soprattutto anziane, dove vanno a comprare le sigarette o altro, perché qua si vendeva oltre ai tabacchi anche altra merceria. Il primo tabacchino vicino è a San Clemente. Oggi non trovo nessuno che prenda il testimone e pensare che è un'attività che rende, certo non ci si fa la vita da nababbi, ma una dignitosa, sì. Al momento nessuno vuole comprare. O nessuno vuole più lavorare? Quando io ho preso questa tabaccheria, ricordo che andavo in giro a chiedere se qualcuno volesse vendere la sua. Oggi c'è quel cartello attaccato, ma per ora, pochi sono entrati a chiedere informazioni". Lì dentro la rivendita di tabacchi c'è anche un artigiano, falegname, venuto a prendere le sigarette. Anche lui ci confessa che tra poco chiude, perché non ha a chi passare il testimone. E così, lentamente, la Catona si spopola e pensare che tra poco arriverà anche la nuova rotonda, che metterà fine al semaforo e il traffico scorrerà più velocemente. "Tra qualche mese, se la situazione resta così, faremo prima a contare chi resterà aperto", dicono i residenti. "E rispetto alla Catona di qualche anno fa, adesso non la riconosciamo più".
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