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Tortello maremmano, l'Igp è sempre più vicina

02/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
Ultimo miglio per il raggiungimento dell'Igp per il Tortello maremmano. Dopo la raccolta della documentazione e l'istruttoria, dopo il marchio collettivo (che resterà in vigore sino al riconoscimento dell'Igp), è partita la Pec al Ministero competente ed entro un anno, un anno e mezzo porterà appunto al tortello Igp. «L’avvenuta presentazione al Ministero, da parte dell'associazione del Tortello Maremmano, della richiesta di riconoscimento del marchio Igp, non rappresenta solo un marchio, ma piuttosto una tutela della nostra storia e la nostra cultura, che ha un legame indissolubile tra il tortello e la Maremma» le parole dell’assessore regionale Leonardo Marras che hanno aperto l’incontro odierno. «Questo passo tutela il lavoro dei nostri produttori. Valorizza l'economia locale, il turismo e la filiera agricola, essendo, il tortello maremmano, un ambasciatore del nostro territorio. E pertanto merita il massimo riconoscimento istituzionale per la sua unicità». «Da oggi dovremo camminare sulle nostre gambe – afferma il presidente dell'associazione del Tortello Maremmano, Roberto Delli, alludendo al grande sostegno giunto da Confesercenti Grosseto nell'avviare il procedimento, seguiti da Cia Grosseto in qualità di associazione di categoria dell’agricoltura -, da qui nascerà tutto un nuovo percorso; abbiamo un anno di tempo per lavorare su quello che sarà il nostro futuro». «Abbiamo pensato a questo progetto perché noi non vediamo solo un piatto – afferma il direttore provinciale di Confesercenti Andrea Biondi -. Ma un progetto di territorio, un progetto di identità, un progetto di filiera che non solo rafforza il nostro tessuto turistico ma lo rafforza tutelando quello che è il prodotto e quindi la nostra gastronomia». Poi Biondi, dopo aver ringraziato Banca Tema, Conad Grosseto, Camera di commercio, i Comuni sostenitori e Cia Grosseto che ha sposato subito il progetto, ripercorre quanto fatto sino a qui: «Nel 2024 abbiamo fatto il primo passo, nacque l'associazione e fu depositato un marchio collettivo geografico ad aprile, con relativo disciplinare, un primo esercizio di tutela e di valorizzazione della tutela Maremma». Dopodiché è partito a primavera 2025 il percorso per la raccolta della documentazione da parte dei due massimi esperti di Dop e Igp: i consulenti esterni Orazio Olivieri e Davide Mondin, a cui è stata affidata la costruzione del dossier, e la raccolta dei dati. Nel frattempo sono arrivate le varie iniziative locali di promozione del prodotto, dalle cooking-lesson con i sindaci dei comuni sostenitori, alla partecipazione ad eventi in tutta la provincia, passando per la presentazione del marchio, del percorso intrapreso e del progetto alla Camera dei deputati, attraverso l'onorevole Fabrizio Rossi. È stato chiesto ed attivato presso la Camera di commercio un tavolo di confronto che coinvolge le associazioni di categoria per andare a strutturare una filiera, prevedendo che domani la produzione locale aumenti, «vogliamo far sì che questo aumento della produzione crei ricchezza nella filiera locale – sostiene Delli, neo presidente dell’associazione del Tortello Maremmano -. Il perimetro associativo dell'associazione, depurato dei soggetti collettivi, è composto oggi da produttori, ristoratori, affiancati da fornitori, e rappresenta una solida base che nasce dalla partecipazione reale della filiera, circa 40 imprese per un Comitato promotore ben strutturato per essere rappresentativo nella richiesta di riconoscimento Igp». Delli nel suo intervento ha poi ricordato il contesto storico in cui nasce il tortello maremmano, che combacia con la riforma agraria negli anni '50: «È un prodotto del riscatto sociale della classe contadina della Maremma, non era un prodotto povero, quello era l'Acquacotta. Con la riforma agraria è nato il piccolo podere, le terre incolte sono state espropriate e date in gestione agli agricoltori e da lì è iniziata la differenziazione della coltivazione dei prodotti: abbiamo iniziato a trovare il grano, le verdure, la pastorizia non più transumante ma stanziale, tutti i prodotti per poter fare un buon Tortello Maremmano, avevamo la farina, avevamo la ricotta, avevamo gli spinaci e avevamo le uova. Per questo si inizia a parlare di Tortello di primavera: in primavera le pecore hanno finito l’allattamento; quindi, si ritorna ad avere la ricotta, nascono le prime bietole, le galline fanno più uova e con questi ingredienti si faceva il Tortello che rappresentava veramente la festa della primavera». Delli ribadisce di quanto la qualità delle materie prime sia il valore aggiunto su cui puntare: «la ricotta non solo deve essere fatta in Maremma, ma con latte maremmano: l'obiettivo di un Igp sarà quello di portare ricchezza ad un territorio non solo per chi produce il tortello ma anche per chi produce le materie prime». Delli pensa a contratti di rete tra le associazioni di categoria, i molini, i produttori della materia prima e ristoratori e pastifici. In tutto questo un ruolo fondam
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