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Il cash management come servizio integrato: la visione di sistema di BDS verso il ciclo completo del contante
intervista a Michele Davino, CEO di BDS S.p.A. – Gruppo Base Digitale
In vista del workshop Keep calm & carry cash, il cambio di paradigma – IV edizione organizzata da securindex in collaborazione con OSSIF e Poste Italiane, in programma a Roma il prossimo 10 giugno presso la sede centrale di Poste Italiane – abbiamo intervistato Michele Davino, CEO di BDS S.p.A., parte del Gruppo Base Digitale e tra gli sponsor dell’iniziativa.
BDS sarà presente con un proprio intervento nel panel dedicato alle tecnologie abilitanti del nuovo scenario del ciclo del contante. La conversazione tocca i risultati dell’esercizio fiscale appena chiuso, le linee di sviluppo del nuovo anno e la visione di sistema che l’azienda porterà al tavolo dei vendor e dei service provider.
Dottor Davino, l’esercizio fiscale di BDS si chiude ad aprile. Con quali risultati vi presentate a questo appuntamento?
L’anno fiscale appena concluso è stato il più solido della nostra storia recente. Stiamo chiudendo a 37,8 milioni di euro, con una crescita dell’importante rispetto all’esercizio precedente: un ritmo circa tre volte superiore a quello del nostro mercato di riferimento. Il dato che ci preme sottolineare non è soltanto la dimensione assoluta, ma la qualità del risultato: l’EBITDA è cresciuto in misura significativa rispetto al Fiscal Year precedente e nuovi grandi clienti ci hanno concesso la loro fiducia.
Permettetemi, proprio mentre parliamo dei numeri, un riconoscimento esplicito al lavoro della Divisione Bsafe (la business unit dedicata al nostro servizio di cash management), guidata da Leonardo Borghi: con circa 3.000 punti vendita collegati e oltre 10 milioni di euro di fatturato – pari a circa il 20% del totale BDS – la BU rappresenta oggi una delle nostre leve di crescita più stabili, costruita su una base di canoni ricorrenti molto solida e su un lavoro di rigore industriale e di ascolto del cliente che Leonardo e la sua squadra hanno costruito nel tempo. È un contributo che ritengo doveroso riconoscere pubblicamente quando si commentano i numeri della società. È, più in generale, la conferma che la strategia di consolidamento sulla nostra base storica di clienti del mondo banking, abbinata all’espansione verso GDO, retail, logistica e infrastrutture critiche, sta producendo risultati strutturali e non episodici.
Il budget del nuovo esercizio prevede ricavi a 39 milioni con un EBITDA in crescita del 10,4%: numeri prudenti, che riflettono la volontà di consolidare prima di accelerare nuovamente.
Quali sono le sfide e i nuovi obiettivi del prossimo esercizio?
Li riassumo in tre verbi che abbiamo scelto come traccia del nostro kick-off commerciale: “continuare, completare, innovare”. Continuare significa difendere e ampliare la posizione sui grandi contratti bancari, che restano il cuore del fatturato.
Completare riguarda il processo di internalizzazione di componenti critiche, in particolare la roadmap software delle nostre piattaforme proprietarie Centrax e Bsafe e la maturazione organizzativa dei reparti che hanno sostenuto la crescita di questi anni. Innovare, infine, riguarda i modelli di business: consolidare la presenza di AI all’ interno delle piattaforme per incrementare il valore del servizio e ottimizzazione sia per la struttura BDS che per il cliente. A questi tre verbi corrisponde un piano di investimenti CAPEX da 1,6 milioni di euro, di cui una quota significativa in hardware dedicato all’espansione del parco Bsafe presso i punti vendita e un’altra quota importante sarà dedicata all’R&D software. È un piano costruito per chi vuole essere protagonista del settore non solo nei prossimi mesi, ma nei prossimi anni.
Tra gli obiettivi citati, il consolidamento della posizione di mercato e la diversificazione in termini di brand integrati e integrabili. Come si declinano operativamente?
Bsafe nasce e si rafforza nel tempo come piattaforma autenticamente multi banca e multi vendor. È un elemento di differenziazione strutturale: non vincoliamo il cliente a una sola macchina o a un solo istituto. Oggi dialoghiamo nativamente con i principali produttori di casseforti intelligenti come ad esempio Cespro, CIMA, Italdes, Sesami, Cashmatic, ma anche big player come Glory e Azkoyen per citare i più diffusi e siamo tecnologicamente aperti all’integrazione di nuovi brand.
La logica industriale è semplice: il cliente sceglie l’hardware più adatto al proprio punto vendita, Bsafe garantisce l’integrazione, l’omogeneità del dato e la continuità del servizio.
Lo stesso approccio guida le relazioni con i partner fullservice e con la rete di sistemisti specialistici che presidiano il territorio. È un’architettura che va
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