SBLOB
corrieredellumbria.it

Sbarchi giù in Italia, qui Sanchez non c'è

18/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 ⚠️
Sanchez minaccia, ma in Italia cominciano a funzionare le politiche migratorie volute dal governo Meloni. I dati parlano chiaro: da noi crollano gli sbarchi in Italia. Tutto risolto? Certo che no, ma il lavoro del Viminale si vede. E Piantedosi ascrive anche alla stabilità di governo il merito della gestione della lotta all’immigrazione clandestina. “Pianificare politiche e condividere obiettivi con i Paesi d’origine è un elemento di grande valore, come dimostrano i risultati del Governo Meloni che tra poche settimane sarà il più longevo della storia della Repubblica”. A Sorrento alla seconda tappa di “Bar Italia”, il tour estivo ideato da Fratelli d’Italia, all’insegna del motto “La destra non si ferma d’estate. Serviamo fatti, non chiacchiere”, il ministro dell’Interno ha elencato numeri che hanno un valore: “Siamo passati da 150 mila arrivi irregolari nel primo anno di insediamento ai 16 mila del 2026. Lavorando con la diplomazia – ha aggiunto Piantedosi - abbiamo raggiunto almeno una ventina di accordi con i Paesi d’origine e di transito, introducendo il criterio della condizionalità: ascoltiamo le esigenze e condividiamo obiettivi, a patto che anche la gestione del problema sia condiviso”. “Questi accordi – ha tenuto a rimarcare il ministro - si inseriscono in un più ampio complesso di interventi messi in campo per il contrasto all’immigrazione irregolare e all’illegalità, tra cui un piano assunzionale che non si vedeva da decenni nelle Forze dell’Ordine. Parliamo di oltre 46 mila assunzioni in quasi quattro anni e oltre 22 mila programmate entro il 2027”. Però a sinistra continuano con la demagogia contro il governo persino di fronte a cifre non più confutabili. Basterebbe leggere i dati ufficiali del Viminale e del Cruscotto statistico giornaliero del ministero dell’Interno, dove restano chiari e non contestati nei numeri assoluti. Da gennaio ai primi di agosto 2026: circa 16.600-16.700 sbarchi. Stesso periodo del 2025: circa 37.000 con un calo di quest’anno di circa il 55%. Rispetto allo stesso periodo del 2023 (anno di picco, con oltre 150.000 sbarchi totali): riduzione intorno all’80-82%. Persino in una meta presa di mira troppo spesso come Lampedusa le presenze oscillano ma restano basse (per il Viminale siamo a quota 98). Gli stessi rimpatri sono in aumento rispetto agli anni precedenti, anche se restano una frazione degli arrivi complessivi storici. L’opposizione (Pd, M5s e altri) tende a fare demagogia, come quando sottolinea che nel 2023, primo anno pieno del governo Meloni, gli sbarchi salirono fortemente (ma ereditando dinamiche precedenti e con rotte ancora attive). Salvo ogni volta chiedere che il governo vada in Parlamento “a riferire”. È demagogia e della peggiore, quando si ignorano o minimizzano i numeri ufficiali e si continua a parlare di “invasione” o di fallimento assoluto mentre i dati mostrano un netto calo. I fatti restano i fatti: gli sbarchi via mare sono crollati rispetto al 2023 e al 2025, Lampedusa non è in emergenza permanente, e le politiche di dissuasione e collaborazione internazionale hanno prodotto risultati misurabili. Chi continua a raccontare un’altra storia lo fa per motivi politici, non perché i numeri dicano il contrario. Diciamo che vanno bene, per la sinistra, solo i rimpatri di Sanchez da Ceuta… Chi a sinistra esalta (o minimizza le critiche) i ritorni di Sánchez mentre continua a bollare come “disumani” o inefficaci i risultati italiani sui sbarchi e i rimpatri sta facendo esattamente demagogia selettiva. I numeri spagnoli dei Giorni di Ceuta sono stati impressionanti per velocità e volume, ma non cancellano le criticità delle politiche migratorie di Madrid né rendono automaticamente “fallimentari” quelle italiane, dove il calo degli sbarchi è documentato e misurabile. I rimpatri funzionano meglio quando c’è cooperazione concreta con i paesi di origine e transito, frontiere fisiche gestibili e volontà politica. Questo vale sia per Ceuta sia per le rotte italiane. Il resto è propaganda. La Meloni ha fatto bene a erigere la barriera di Schengen verso Madrid, il cui capo di governo alza la voce contro Roma solo per ragioni di difficoltà interna. Ma noi non possiamo affatto caricarci addosso il rischio dell’insufficienza delle politiche spagnole sulle migrazioni. Qui ne abbiamo già troppe per accontentare Pedro Sanchez... Le minacce del premier iberico sono solo fuffa.
Leggi l'articolo su corrieredellumbria.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home