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basilica regina degli apostoli
Nel cammino della Chiesa di oggi, segnato dalla nuova enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, il carisma paolino rivela una particolare attualità. La riflessione sulla dignità della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni tecnologiche tocca da vicino la missione affidata da don Giacomo Alberione alla Società San Paolo: evangelizzare con i mezzi più rapidi ed efficaci, abitare i linguaggi della comunicazione, servire la verità e raggiungere l’uomo e la donna di oggi là dove vivono, cercano e sperano.
Per don Alberione san Paolo non è semplicemente il patrono della Congregazione. È il fondatore spirituale, il padre, la forma viva dell’apostolato paolino. Le sue parole sono decisive: «Egli si è fatta la Società San Paolo di cui è il fondatore. Non la Società San Paolo elesse lui, ma egli elesse noi; anzi ci generò». San Paolo è fondatore perché continua a dare forma alla missione. Il suo modo di appartenere a Cristo diventa criterio, misura e slancio dell’apostolato. Egli non è un modello lontano, ma una presenza da rappresentare e vivere oggi: pensando, pregando, annunciando e santificandosi come farebbe san Paolo se oggi vivesse.
Alla luce della Magnifica Humanitas, questa intuizione acquista una forza nuova. Le piattaforme digitali, l’intelligenza artificiale, gli algoritmi e i nuovi poteri comunicativi ci pongono una domanda essenziale: quale idea di uomo stiamo servendo? Quale verità stiamo comunicando? Quale fraternità stiamo generando? Qui san Paolo torna a essere maestro. Egli ha attraversato città, culture, lingue e comunità diverse, spinto dal desiderio di farsi “tutto a tutti” perché il Vangelo potesse raggiungere ogni persona. Per i Paolini, questo significa non limitarsi a usare i media, ma abitare la cultura mediale con una visione cristiana della persona, generando pensiero, dialogo, responsabilità e speranza.
In questa direzione si colloca anche @cristianamente, il progetto dei Paolini d’Italia che sta muovendo i suoi primi passi su Instagram. È un piccolo segno, ma significativo: il tentativo di parlare di fede, vita, cultura e domande quotidiane nei linguaggi digitali abitati soprattutto dalle nuove generazioni. Non solo un nuovo canale social, ma un laboratorio di ascolto, prossimità e annuncio.
La Società San Paolo non può quindi comprendersi come una semplice struttura editoriale o mediale. È chiamata a essere una comunità apostolica che, nel cuore delle trasformazioni culturali e tecnologiche, continua la missione dell’Apostolo delle genti. Libri, periodici, televisione, social media, piattaforme digitali e intelligenza artificiale sono oggi nuovi areopaghi nei quali il Vangelo può farsi incontro, discernimento e luce.
San Paolo, oggi, fonda ancora la Società San Paolo ogni volta che essa ritorna alla sorgente del proprio carisma: Cristo che vive nell’apostolo e, attraverso l’apostolo, raggiunge il mondo. Questa è l’attualità dell’intuizione di don Alberione e la sfida del nostro tempo: abitare la comunicazione contemporanea con il cuore di san Paolo, perché dentro le nuove forme della tecnica continui a risplendere l’umanità amata e redenta da Dio.
don Roberto Pontisuperiore provinciale
30 giugno 2026
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