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La luce che taglia
Le allieve e gli allievi del corso La magia dell’umano, curato dal regista e pedagogo Davide Iodice, sono protagonisti di una serie di “atti poetici” nati durante un lungo percorso di ricerca, attraverso l’incontro con luoghi abitati e biografie di persone comuni. Attrici e attori portano così in scena un teatro di persone, fatto di molteplici corpi e storie. «Condivido con Bernard Marie Koltés quel terrore di vacuità che lo porta a dire: “Quando vado a teatro capisco subito che la vita è da un’altra parte”. Ecco, io non voglio che la vita sia altro che il mio teatro, non voglio che sia da un’altra parte, voglio che ne sia compromesso, che ciò che è in scena abbia la stessa intensità. E la vita la inseguo spesso lì dov’è più tesa, dove i conflitti sono più esposti, le contraddizioni più scoperte. Lì dove fuori da ogni rappresentazione, l’umanità vive il suo autentico dramma, divenendo metafora incarnata che rifiuta qualsiasi mediazione o esegesi. Riportare il teatro nel vivo del corpo sociale. Restituire al linguaggio teatrale la sua funzione comunitaria, catartica, in qualche modo ‘magica’: il teatro deve appartenere alle nostre esistenze.» Davide Iodice fuori abbonamento
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