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Camere corazzate: principi di classificazione, prove e interpretazioni della UNI EN 1143-1

21/06/2026 · Article 🕐 🆕
di Marco Albanese, Association Manager ANIMA SICUREZZA - federata ANIMA Confindustria Le camere corazzate rappresentano una delle più elevate espressioni della protezione fisica passiva applicata alla tutela di valori, beni sensibili e informazioni riservate. Utilizzate in ambito bancario, industriale, commerciale e istituzionale, queste strutture sono progettate per garantire livelli di sicurezza estremamente elevati contro i tentativi di effrazione, assicurando la protezione del contenuto anche in presenza di attacchi particolarmente aggressivi e prolungati. La loro natura architettonica è particolarmente complessa e diversificata. Esse possono essere realizzate mediante getto in opera di calcestruzzo speciale, attraverso l'assemblaggio di pannelli prefabbricati oppure mediante una combinazione di entrambe le tecnologie costruttive. Ogni soluzione presenta specifiche caratteristiche tecniche, vantaggi applicativi e differenti modalità di installazione, rendendo il settore delle camere corazzate estremamente articolato dal punto di vista progettuale e realizzativo. Proprio in ragione di questa eterogeneità costruttiva, è fondamentale garantire che la realizzazione avvenga nel pieno rispetto dei requisiti previsti dalla normativa tecnica di riferimento. La sola analisi progettuale, infatti, non è sufficiente a dimostrare l'effettiva capacità di una struttura di opporsi a un attacco reale. Materiali, tecnologie costruttive, sistemi di giunzione e dettagli esecutivi possono influenzare in maniera significativa il comportamento della struttura sotto attacco, rendendo indispensabile una verifica sperimentale delle prestazioni. Considerata la complessità progettuale di tali opere e la rilevanza delle funzioni di sicurezza che esse sono chiamate a svolgere, risulta pertanto necessario verificare l'efficacia della protezione finale mediante prove oggettive aventi l’obiettivo di valutare la resistenza agli attacchi fisici. Questi test devono essere eseguiti esclusivamente da laboratori accreditati su campioni reali rappresentativi della struttura da certificare. Le verifiche sperimentali costituiscono infatti il presupposto essenziale per il rilascio di certificazioni affidabili, poiché consentono di valutare direttamente le prestazioni del manufatto e di determinarne il livello di resistenza effettivo, superando i limiti delle valutazioni basate esclusivamente su modelli teorici o considerazioni progettuali. In un settore caratterizzato da requisiti di sicurezza sempre più elevati e da minacce in continua evoluzione, la definizione di criteri oggettivi e condivisi per la valutazione delle prestazioni ha quindi un'importanza fondamentale. La capacità di una struttura di resistere a un tentativo di effrazione non può essere affidata a valutazioni soggettive o a semplici dichiarazioni del costruttore, ma deve essere dimostrata attraverso procedure di prova rigorose, ripetibili e riconosciute a livello internazionale. In questo contesto, il riferimento normativo principale è rappresentato dalla norma UNI EN 1143-1:2019, che specifica le prove di resistenza all'effrazione e la classificazione di casseforti, sportelli automatici bancari (ATM), porte per camere corazzate e camere corazzate. In particolare, la norma definisce metodologie di prova particolarmente severe, basate su attacchi reali effettuati da laboratori indipendenti mediante l'impiego di utensili e tecniche codificate. Sulla base dei risultati ottenuti viene attribuita una specifica classe di resistenza, che costituisce un parametro oggettivo e riconosciuto a livello internazionale per valutare il grado di protezione offerto dal prodotto. Di fatto, la classificazione secondo la UNI EN 1143-1 rappresenta oggi uno strumento indispensabile per progettisti, produttori, committenti, utilizzatori finali e compagnie assicurative. Essa consente infatti di confrontare in modo trasparente soluzioni differenti e di individuare il livello di sicurezza più adeguato rispetto al rischio da fronteggiare. L'importanza della norma non si limita tuttavia al solo ambito certificativo, in quanto essa costituisce un vero e proprio riferimento culturale per l'intero settore della sicurezza fisica, promuovendo un approccio fondato sulla misurazione delle prestazioni e sulla verifica concreta dell'efficacia dei sistemi di protezione. Proprio al fine di favorire una corretta interpretazione dei principi normativi e contrastare letture improprie dei criteri di classificazione, ANIMA SICUREZZA ha recentemente pubblicato un Position Paper dedicato alle camere corazzate. Il documento, disponibile sul sito dell’Associazione (www.animasicurezza.it), richiama alcuni principi fondamentali della UNI EN 1143-1:2019, ribadendo come la classificazione di un mezzo di custodia debba sempre rappresentare un dato oggettivo e verificabil
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