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Lewis Hamilton a Silverstone: «Non penso alla decima vittoria qui, ho consigliato gli ingegneri»
«Sono il signor Wolf, risolvo problemi». A Silverstone non c'è Quentin Tarantino e la pista del vecchio aeroporto non è il set de 'Le Iene'. Però Lewis Hamilton quando respira aria di casa si trasforma letteralmente e qui si sente un uomo in missione. certo, sarebbe stato meglio arrivarci dopo il trionfo di Barcellona e non dopo il mezzo tonfo austriaco di domenica scorsa. Lui comunque non fa drammi, ricordando che corre qui da oltre 20 anni e lo gasa moltissimo pensare che nel weekend i tifosi britannici potranno pelleggare la loro attenzione tra la F1 e il tennis a Wimbledon. «Quando c'è gente, non provi pressione ma solo tanto piacere: vederne così tanti dà spinta e spero mi aiutino a colmare il distacco dagli altri». Perché il primo ad essere conscio che non sarà facile è lui: «In Austria abbiamo perso molto sul rettilineo ed è un problema da risolvere, perché qui ce ne sono di importanti. Gli ingegneri mi hanno fatto tante domande su Silverstone, spero di averli indirizzati sulla strada giusta. Non penso al trofeo, solo a fare tutto nel miglior modo possibile». Uno dei problemi maggiori è che non ci sarà tempo per rimediare, in realtà per nessuno. Nella prima giornata solo una sessione di Libere, poi dalle 17:30 le Qualifiche della Sprint. Sabato alel 13 la gara veloce e quattro ore dopo le Qualifiche per il Gran Premio che andrà in scena alle 16 del giorno successivo. Come dire che partire ins alita significa aver già compromesso in parte o in torto l'avventura in terra inglese. «Non penso più di tanto alla decima vittoria qui, cercherò soltanto di eseguire nel modo migliore il piano tutto il weekend, provando ad assorbire nel modo migliore l’energia che tutti i fan ci trasmettono qui. Spero che qui, a casa, i tifosi mi aiuteranno a colmare quel gap rispetto a chi ci sta davanti». Perché la SF-26 non basta.
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